IL GIUBILEO A ROMA CON IL CANE: IL PELLEGRINAGGIO SECONDO CESARE

chihuahua sorridente con sullo sfondo cupola di S. Pietro

Tutte le strade portano a Roma, dice il detto.

Io direi che tutte le strade di Roma sono affollate di umani che attraversano la città in preda a uno strano incantesimo.

Infatti, si procede a fatica, facendosi largo tra la calca di persone con zaino in spalla e cellulare in mano, alla ricerca del percorso più facile e raggiungibile, accompagnati da una città che si riempie di voci, di accenti diversi e di nenie ripetute con enfasi e senza soste.

Sento parlare di cammini, porte, celebrazioni e indulgenze.

Mamy mi ha detto che questo è un anno speciale. C’è il Giubileo, e sta per concludersi.

Io non so esattamente cosa significhi, ma so chi mi impedisce di passeggiare tranquillo senza correre il rischio di essere schiacciato malamente.

Loro. I pellegrini.
Li riconosci subito.
Stanno naso all’insù.
Si fermano spesso.
Ogni tanto sospirano, come se non avessero più forze ad assisterli, ma poi, nell’illusione che il peggio sia passato, li vedo riprendere la marcia, perché l’importante è giungere a destinazione, dove tutto prende senso.

Io li osservo dal basso, che poi è il mio punto di vista preferito.

E senza sembrare irrispettoso, vi dico che molti di loro si sono appellati a tutti i santi del paradiso per sottrarsi -esausti- all’ennesima fila per aggiudicarsi il biglietto di entrata a un monumento.

Roma è così! Accogliente e materna, ma se non capisci subito il movimento (papi docet) sei spacciato.

Io lo so perché, se non sei più che attrezzato, nella Capitale finisci col fare armi e bagagli e darti alla fuga, quando invece, per visitare questi luoghi bellissimi e pieni di storia, servirebbe solo andare un po’ più piano e fare attenzione.

Gli umani, in questo periodo, parlano spesso del Giro delle Sette Chiese.
Io non l’ho mai fatto.
Ma l’ho sentito raccontare da Mamy tante volte.
A quanto pare è un percorso antico, molto lungo, un pellegrinaggio urbano per visitare le grandi basiliche di Roma.

Io sinceramente non vedo il senso di percorrere tanti chilometri per passare sotto a delle porte, ma la fede è una cosa seria e vi dirò di più: ci credo pure. Però l’idea di dover camminare e camminare magari sotto il sole, non fa per me.

E comunque io quei portoni non li potrei oltrepassare. Non perché io non sia degno, ci mancherebbe, semplicemente alcune porte non sono fatte per me o, meglio, per noi cani.

Allora se vivi a Roma o sei un pellegrino a quattrozampe, il Giubileo come lo fai?

La mia risposta è il Giubileo secondo Cesare.

Mica una guida per sapere dove si può entrare!

Il Giubileo per noi (cani) è un’altra cosa, è un pellegrinaggio senza capolavori o opere grandiose, dove non si aspetta che si aprano porte perché noi non abbiamo indulgenze da guadagnare né colpe da espiare.

Piuttosto tappe che raccontano un po’ di noi e di come vediamo la città in cui viviamo o decidiamo di visitare. Sette tappe tutte a misura di zampa per chi pensa che anche i quattrozampe hanno diritto al loro Giubileo.

carta del pellegrino con le sette tappe da fare

Carta del Pellegrino a 4 zampe. Puoi salvarla o stamparla

La Carta del Pellegrino a quattrozampe è il lasciapassare per vivere questi ultimi giorni giubilari.

Si inizia, sì, con una Porta Santa ma senza l’accezione religiosa. La beatitudine è un cancello che si apre o l’ingresso a un parco. Poi c’è la fontanella dove andare non solo a dissetarsi, ma anche a ricevere quella che ha tutta l’aria di essere una sorta di benedizione.

Il forno dog-friendly è il luogo dove il termine fratellanza prende corpo perché capisci subito se sei semplicemente tollerato o accolto, magari grazie a un pezzetto di pane gentilmente offerto dal proprietario del negozio.

L’interno della chiesa, invece, è off-limits per noi, ma restando sul sacrato, grazie al nostro fiuto e a una certa vicinanza con chi conta davvero, riusciamo a capire molto di coloro che riescono a varcarne l’ingresso. E non sempre ciò che sentiamo ci piace.

Il parco del quartiere potrebbe sembrare una scelta azzardata, invece è la tappa più vera, quella in cui finalmente possiamo mostrarci per quello che siamo, ci basta un bastoncino da prendere al volo e una panchina dove sederci accanto a voi, che siete tutto per noi.

La penitenza è affare che riguarda gli umani.

A noi basta uno sguardo fatto come si deve e tutto (o quasi) ci viene perdonato.

Infine, il divano di casa, che non ha nulla di spirituale, ma è il luogo dove ci si riposa quando le zampe sono stanche e il tartufo pure.

Questo è il Giubileo secondo Cesare: certo non una provocazione, ma un altro modo di vivere Roma durante il Giubileo, se hai la coda e quattrozampe.

Cesare

 

 

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