Considerata la città più antica del Tirolo, Bressanone con la sua atmosfera così particolare, riuscirà a stupire e conquistare anche il più difficile dei viaggiatori.
Un luogo che offre anche a noi quattrozampe numerose possibilità di svago e divertimento, e tra casette colorate, graziosi portici e passeggiate lungo il fiume, vi sorprenderà ritrovarvi a fine giornata con ancora la voglia di catturare panorami e angoli suggestivi.
Perché Bressanone è così, uno scrigno di piccole dimensioni ma ricca di fascino.
Io ne sono rimasto estasiato!
Quindi, se state cercando una breve guida sulla città ma rigorosamente dog- friendly, questo articolo vi svelerà il trucco per trasformare una semplice vacanza a Bressanone in una destinazione Cesare-approved.
Continuate a leggere qui sotto per tutte le idee e suggerimenti.
SOTTO I PORTICI DI BRESSANONE CON IL CANE

Quando si dà un appuntamento a Bressanone è probabile che si decida di vedersi proprio sotto la statua lignea raffigurante un uomo a tre teste; situata all’angolo di un edificio tra via dei Portici Minori e via dei Portici Maggiori, se ne sta lassù dal XVI secolo ad osservare silenziosamente il via vai della folla che passa di lì.
È proprio da questo magico incrocio di viuzze che ho iniziato a vedere intorno a me una considerevole presenza di cani in giro, e dimenticando la mia proverbiale riservatezza, ho seguito – per la disperazione di Mamy – prima Lady e poi Carlotta in una folla corsa sotto i portici di Bressanone. Per rendermi più visibile ai loro occhi ho fatto pure lo spavaldo andando a disturbare le persone sedute ai tavolini dei caffè all’aperto.
Se pensate che mi sia fermato qui non mi conoscete abbastanza.
In una città che ti stupisce per l’accoglienza ai quattrozampe, ho seguito Lady dentro uno dei tanti negozi presenti sotto i portici dove siamo entrati senza problemi. Qui è facile imbattersi in qualche dog-lover che è felice di fare la tua conoscenza e ti regala qualche carezza. Anche se al sottoscritto le carezze non piacciono.
Capito?
Oggi come in passato quest’area era densa di locande e ne è la riprova le varie insegne che ogni tanto si incontrano alzando giusto un po’ il muso.
Insieme a Lady mi sono fermato davanti alla casa Pfaundler Goreth, in via dei Portici Maggiori, uno degli edifici più caratteristici di Bressanone, con le sue finestre a bovindo – in tedesco erker – e le inferriate cesellate in ferro battuto.

In quegli anni, tuttavia, a frequentare questi luoghi non c’erano soltanto i residenti o qualche forestiero arrivato da chissà dove ma anche l’uomo a tre teste o l’uomo selvaggio che ho incontrato proprio all’inizio di questa passeggiata.

Ed è grazie a questo personaggio e alla sua storia nata tra le montagne, che Bressanone svela il suo lato più misterioso e affascinante che vi riporterà indietro nel tempo, ma solo se seguirete meticolosamente i percorsi che vi indicherà con lo sguardo, anzi gli sguardi.
Tre direzioni per altrettante storie.
Un giardino, un elefante e un campanile.
Voi quale scegliereste?
Io sono andato alla ricerca dell’elefante Soliman in via del Rio Bianco che si raggiunge dopo aver lasciato alle proprie spalle via dei Portici Minori.
L’edificio del XV secolo che oggi ospita l’Hotel Elephant presenta in facciata un curioso affresco di un elefante frutto più della fantasia degli artisti che di una reale conoscenza dell’animale. Ma un elefante arrivò veramente a Bressanone anche se solo di passaggio verso Vienna. Infatti, nel 1551, il corteo nuziale di Massimiliano d’Austria e di Maria di Spagna, fu accompagnato dall’elefante indiano, dono di nozze del re Giovanni III del Portogallo, a cui fu dato il nome di Soliman.
In questa locanda la coppia reale, giunta da Genova, vi sostò per il tempo necessario al buon ristoro.
Fu così che un elefante varcò le Alpi ed entrò di diritto nella storia di questa città.
PIAZZA DEL DUOMO A BRESSANONE
Cuore pulsante della città, la piazza con il Duomo è una vera chicca nel panorama altoatesino. Fu costruito nel X secolo ma vide numerosi rifacimenti sia in epoca romanica che gotica. Oggi è possibile ammirarlo attraverso le forme sinuose e i marmi policromi del periodo barocco.
Ora immaginatevi proprio di fronte al Duomo con le sue tinte neutre e i campanili svettanti, e ora giratevi ad osservare i vostri cani che vi esprimono affetto semplicemente rimanendo in attesa di un vostro cenno mentre vorrebbero correre all’impazzata verso la fontana di lato alla piazza o dare sfogo ai loro istinti inseguendo un piccione. Se non volete essere egoisti, cari umani, lasciateci andare dove vogliamo e non ve ne pentirete.
A voi la scelta.
La mia esperienza mi dice che prenderete la giusta decisione ed è probabile che vi ritroverete alla base della fontana della vita, opera di Martin Rainer, una piramide di bronzo che simboleggia le varie fasi della vita. Per noi cani e per i bambini si è dimostrata una vera e propria calamita.
Ho trascorso molto tempo in questa piazza affascinato dagli edifici e da una coloratissima aiuola piena zeppa di fiori.
Mi sono accomodato sul bordo, Mamy ha fatto un primissimo piano al mio musetto et voilà, lo scatto è servito!

In pochi minuti ho raggiunto il chiostro del Duomo a cui si arriva accedendo dalla piazza.
Una vera e propria scenografia tardo gotica con i suoi 15 affreschi che ricoprono le volte delle arcate con le storie dell’Antico e Nuovo Testamento.
Una sorta di Bibbia altoatesina di cui giustamente si sentono orgogliosi i propri abitanti.
Tra gli affreschi della terza arcata, ancora una volta compare un elefante, chiamato affettuosamente dai turisti cavallelefante, per la sua stravagante raffigurazione.

Un’eccentricità dovuta all’oscuro animale di cui gli artisti avevano letto solo delle descrizioni.
Comunque, un’opera tutta da vedere con lo sguardo rivolto verso l’alto.
PASSEGGIATA SUL PONTE AQUILA
In questa breve guida della città di Bressanone dove si passa dallo stile medievale a quello barocco e tirolese in un batter di ciglio, non potevo non proseguire la mia passeggiata attraversando il Ponte Aquila, dove si può godere di un panorama eccezionale con la chiesa di San Michele e la sua Torre Bianca a fare da sfondo.

Neanche uno dei tanti negozietti che vendono lo Strudel è riuscito a sviarmi dal mio intento di avvicinarmi all’Arco di Ponte Aquila con al centro la statua dedicata a San Giovanni Nepomuceno, il santo protettore delle alluvioni. Mi è tornato alla mente il suo martirio avvenuto per mezzo di un annegamento e così mi è parsa più comprensibile l’opera che lo ritrae proteso verso il fiume a protezione della popolazione.

Per chi come me è appassionato di storia è d’obbligo una tappa al quartiere di Stufels, che in epoca romana si trovava su una biforcazione della via claudia, una delle più importanti arterie romane.
Nel più antico quartiere di Bressanone mi sono goduto il lento scorrere del fiume, le casette colorate e i famosi erker che anche qui, dall’altro lato della città, è possibile apprezzare.

L’ultima e conclusiva tappa prima di lasciare Bressanone è ovviamente il fiume Isarco, che si percorre seguendo la passeggiata segnalata per i turisti che parte proprio dal Ponte Aquila.
Io e Mamy seduti su di una panchina a contemplare il paesaggio.
Vi lascio così, con questa immagine “da cartolina” che sintetizza la mia breve guida di Bressanone, totalmente dog-friendly e Cesare-approved.
E voi siete mai stati a Bressanone? Quali esperienze avete fatto insieme al vostro cane?
Raccontatemi la vostra Bressanone qui sotto nei commenti.
Cesare