Oggi vorrei parlarvi di un luogo suggestivo che ho visitato di recente. Se siete appassionati di storia e di arte come me non potete assolutamente perdervi questa meravigliosa villa del XVI secolo. Ma sapete qual è la cosa migliore di tutte? Potete portare con voi anche il vostro amico a quattrozampe!
Quindi la risposta alla vostra domanda è un entusiastico sì!
Avete capito bene, a differenza di tanti luoghi d’arte dove non ci è concessa l’entrata, qui a Villa d’Este non solo siamo accettati, ma tutto il personale del Museo è estremamente cordiale e accogliente con noi pelosetti, e ci consegnano anche il biglietto – omaggio – regalandoci così lo status di vero visitatore a quattrozampe.
A me non era mai successo di ricevere un così tale riguardo in uno spazio museale, e sono stato estremamente felice di condividere questa esperienza con Mamy che – ve lo lascio immaginare -aveva iniziato a raccontarmi le gesta di Ippolito II d’Este già dal chiostro con la fontana di Venere.
Quindi nonostante un clima non propriamente primaverile vi racconto la mia giornata a spasso per Villa d’Este, nella località forse più dog-friendly che esista in Italia, Tivoli.
Non solo, ma questa esperienza mi ha lasciato un importante insegnamento.
Quale? Beh, leggete l’articolo!
COME ARRIVARE A VILLA D’ESTE CON IL CANE
“Qui gli inverni sono sempre miti e l’estate non è mai afosa perché un venticello marino sempre l’accarezza…”.
Così il grande poeta Orazio si esprimeva raccontando il clima di Tivoli e a me viene da sorridere ripensando alla giornata passata a Tivoli a visitare Villa d’Este con un cielo plumbeo che ci ha accolto fin dal mattino e che avrebbe fatto desistere chiunque, tranne chi era partito da Roma con un programma della visita tutto da rispettare.
Si arriva a Tivoli percorrendo la via Tiburtina, lasciandosi alle spalle la campagna romana con alcuni reperti molto significativi che si scorgono in alcuni punti del paesaggio.
L’ultimo tratto di strada lo si fa arricciando un po’ il naso – come ha fatto il sottoscritto -, quando mi è arrivato il caratteristico odore sulfureo che mi ha indicato che ero quasi arrivato a destinazione, perché dallo stabilimento termale delle Acque Albule, ci è voluto veramente poco per giungere in città.
Arrivati in centro, abbiamo lasciato la macchina in Largo Garibaldi, dove c’è una enorme piazza che consente il posteggio a pagamento delle automobili.
Il mio giro è iniziato dietro gli alberi di questa piazza con un Belvedere sulla campagna romana e con Roma in lontananza.
Da qui ho percorso via Boselli per arrivare in piazza Trento, dove di fianco alla chiesa di Santa Maria Maggiore ho trovato l’ingresso di Villa d’Este.

IPPOLITO II D’ESTE: UNA STORIA DA SCOPRIRE
È evidente a tutti che il mio spirito avventuroso e curioso si accenda ogni volta sempre di più con ogni nuova scoperta.
Aver approfittato dell’opportunità di visitare la splendida villa del Cardinale Ippolito II d’Este è stato un privilegio che sarà concesso a tutti i cani che varcando il grande ingresso insieme al loro umano di riferimento, si ritroveranno a passeggiare in splendide sale con gli affreschi che adornano le pareti e i soffitti. Mi sono sentito come se fossi stato trasportato indietro nel tempo, immerso nella bellezza e nell’opulenza dell’epoca rinascimentale.
E questo mi ha condotto all’affascinante storia dello stesso Ippolito II d’Este. Nato nella prestigiosa famiglia Borgia, con sua madre Lucrezia e suo nonno il famigerato Alessandro VI, era evidente che Ippolito ereditasse il gusto per il bello e per lo sfarzo.
La sua volontà di rimettere mano al vecchio palazzo del governo di Tivoli per creare una villa che eguagliasse quella dell’Imperatore Adriano, sempre a Tivoli, testimonia senza dubbio il suo illustre lignaggio.
Nelle sale dell’appartamento del Cardinale è un susseguirsi di aquile bianche e gigli, simboli araldici della famiglia Estense, ed è facile immaginarlo mentre riceve i suoi ospiti; letterati, poeti e musicisti che allietano le giornate del celebre padrone di casa.

Così seguendo il ritmo di un immaginario corteo di musici, mi sono ritrovato nel grande Salone della Fontana, dove Ippolito teneva i suoi famosi banchetti portando sulla tavola ogni golosità e prelibatezza.
A quel punto, – devo ammetterlo – non ho più seguito Mamy mentre con fare da vera guida turistica mi stava illustrando il Convito degli Dei affrescato sul soffitto, e simulando un interesse verso il loggiato illusionistico del riquadro centrale, mi sono seduto a osservarne “rapito” la maestria dell’esecuzione, e con un po’ di fortuna, sono riuscito a non farmi scoprire interpretando con successo il ruolo di visitatore desideroso di sapere.
A volte la fame può causare dei brutti scherzi e dare un po’ alla testa, se poi qualcuna inizia a parlarti di cibo, gli effetti possono essere imprevedibili!

Di certo avrei preferito unirmi alla tavola di Ippolito e ne avrei con piacere condiviso le gioie, non come semplice ospite ma facendomi coinvolgere nell’organizzazione e portando le provviste ai cuochi. E anche questo sarebbe stato un capolavoro da illustrare.
La lista delle cose da vedere negli appartamenti del Cardinale non si esaurisce certo con il Salone della Fontana, ma continua con le Stanze della Nobiltà e della Gloria, affrescate da Federico Zuccari, dove si celebrano le virtù morali di Ippolito II.
Sulle pareti sono riuscito a individuare alcuni oggetti legati al suo ruolo, tra cui il cappello cardinalizio e la tiara pontificia.
Mentre in alto, al centro della volta erano presenti la rappresentazione della Nobiltà affiancata dalla Liberalità e dalla Generosità.
A Villa d’Este ogni angolo è un’opera d’arte che mi ha fatto sentire parte di qualcosa di veramente speciale. È stato molto bello vedere altri quattrozampe che si divertivano a ispezionare questo luogo senza alcuna restrizione e non ho potuto fare a meno di notare l’atmosfera serena che vi regnava.
Ma il momento più emozionante è stato quando ho sceso lo scalone per visitare il famoso giardino dove sono stato testimone di un’esperienza davvero unica.
IL GIARDINO E LE FONTANE DI VILLA D’ESTE CON IL CANE
Più di un giardino con oltre centocinquanta alberi secolari ad alto fusto, quindicimila piante, alberi e siepi ornamentali e un susseguirsi di viali, scale e rampe per rendere questa esperienza ancora più stimolante.
E poi, la protagonista assoluta di questo meraviglioso giardino di Villa d’Este, l’acqua.
Fu Pirro Ligorio, architetto napoletano a trasformare nel 1560 la cosiddetta Valle Gaudente, il pendio sotto al Palazzo del governo, e occupato da chiese, vigne e boschi nel più eclettico, fantasioso e ingegnoso giardino all’italiana mai costruito.
Non è un caso che Villa d’Este è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità il 16 dicembre 2001.
Mentre vagavo per i vialetti e i sentieri non ho potuto fare a meno di notare le splendide fontane e ne sono rimasto incantato, non c’è da stupirsi che molti turisti arrivano da diverse parti del mondo per poter visitare questo luogo magico.
Si entra in contatto con la natura e si rimane catturati dal dolce suono dell’acqua, respirando l’aria fresca e apprezzando la bellezza che ci circonda.
Io ho fatto una pausa sedendomi proprio sul bordo della vasca di una delle fontane più fotografate e ammirate, la Fontana dell’Ovato, dove una scenografica cascata si prende tutta la scena con i suoi mille rivoli e zampilli.

È stato un momento di pura serenità.
Fu proprio questa l’idea che guidò Ippolito e i suoi architetti nell’immaginare la villa e il suo giardino, un luogo di delizie, fuori dal mondo, come il giardino caro alle Esperidi, e dedicato a Ercole, il mitico progenitore della casata estense.
Così chiunque può entrare in questo paradiso e come Ercole andare alla ricerca dei famosi pomi d’oro simbolo dell’immortalità che il nostro committente desiderava per sé e per la sua importante famiglia.
Nella giornata passata a Villa d’Este ho capito ancora una volta quanto sia importante per noi animali godere della natura e passare del tempo all’aria aperta, proprio come voi umani.
Ma il momento più emozionante di tutta la visita è stato quando sono arrivato alla celebre Fontana dell’Organo, il primo costruito in epoca moderna e completamente automatico.
Una fontana che sfruttando la separazione dell’aria dall’acqua produce una musica soave!

Vedere Mamy e il suo viso così sorridente mentre cercavo di capire da dove provenisse quel suono melodioso, mi ha fatto pensare a tutti i momenti meravigliosi che stavo vivendo insieme a lei, avevamo scoperto angoli nascosti, attraversato sentieri, ammirato ogni singolo dettaglio di opere importanti, e ho capito quanto sia importante avere un compagno di viaggio nella nostra vita.
Qualcuno che sappia accompagnarci nelle nostre avventure, che inventi per noi nuovi percorsi, che ci ascolti e ci riempia di gioia.
Questa giornata mi ha ricordato l’importanza della condivisione che è stata possibile visitando un luogo suggestivo come Villa d’Este totalmente dog-friendly e che ha lasciato in me ricordi indimenticabili.

Non vedo l’ora di tornarci!
Raccontatemi le vostre impressioni su questa giornata a Villa d’Este.
Aspetto i vostri commenti,
Cesare
2 commenti
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