GUIDA COMPLETA PER VISITARE PAESTUM CON IL CANE

Cesare cane chihuahua in posa davanti al tempio dorico di Paestum

Se siete alla ricerca di un’esperienza culturale da condividere con il proprio cane, ma non vi accontentate della solita passeggiata in una città d’arte, allora prendete il guinzaglio e insieme a Fido seguitemi in questa avventura archeologica che vi porterà alla scoperta di Paestum.

Questo antico sito, nel territorio della provincia di Salerno, è così ricco di arte e mistero che attende solo di essere conosciuto e ammirato da voi e dal vostro cane.

Grazie a una distesa verde – perfetta per noi quattrozampe – e alle vestigie di una città che secoli fa aveva il nome di Poseidonia potrete godervi una giornata all’insegna della storia e della natura.

Preparatevi quindi a essere conquistati dalla bellezza di questo luogo unico, un vero e proprio museo a cielo aperto, con il sottoscritto che vi racconterà le sue impressioni da esperto archeologo e in più vi darà alcuni suggerimenti canini per rendere piacevole la visita anche ai vostri amati pelosetti.

Attenzione: Paestum è uno dei posti più strepitosi che abbia visto finora e lo spettacolo è garantito a tutti, cani compresi. Se vi ho stuzzicato la curiosità e il richiamo a questa antica città si è fatto irresistibile, non vi resta che continuare a leggere la mia guida completa per visitare Paestum con il cane.

Le meraviglie del Parco Archeologico di Paestum e Velia vi attendono!

PAESTUM: UNA GEMMA DELL’ANTICA MAGNA GRECIA

Ci si avventura all’interno dell’area archeologica dell’antica Paestum dopo essersi lasciati alle spalle una serie di piccoli negozi e graziosi ristoranti che troverete proprio nelle vicinanze del sito mentre un cane “padronale”, del tutto pacifico, vorrà accompagnarvi fin dentro la biglietteria e al cospetto di questa importante città, meraviglioso esempio di un passato glorioso che oggi stupisce e affascina i visitatori.

Fondata intorno al 600 a.C. dai coloni greci e successivamente conquistata dai romani nel III secolo a.C., Paestum rappresenta un prezioso tesoro di arte e di storia che le ha permesso di essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1998.

Cesare cane chihuahua posa davanti al tempio dorico di Paestum

Il bello di questo sito è che si possono fare passeggiate ed escursioni a piedi e con le zampe semplicemente attraversando il Decumano che lambisce tutta l’area fino ad arrivare al fiume Sele.

Ed è qui che potrete fare un tuffo nel passato grazie alle pietre che ancora testimoniano l’arte millenaria tra rovine di antiche abitazioni, portici e anfiteatri, senza dimenticare i tre templi dorici che svettano in tutta la loro imponenza e grandezza. Un vero e proprio viaggio nel tempo che non si limita solo all’area archeologica ma che continua all’interno del Museo Nazionale di Paestum, accessibile anche ai cani di piccola taglia se tenuti in braccio o nella borsa.

 I TEMPLI DI PAESTUM CON IL CANE

Tralasciando il mio disappunto per l’abbigliamento scelto da Mamy per affrontare la giornata – un mix anni Ottanta-Novanta senza criterio e imbarazzo alcuno -, mi sono dedicato con tutte le mie energie alle mie due più grandi passioni, le passeggiate all’aria aperta e l’arte.

E fortunatamente per la mia reputazione, per quanto ci fossero numerosi turisti in giro per l’area archeologica, quasi nessuno si è soffermato a osservare una tipa dall’aria un po’ ridicola che si aggirava tra i templi con un bellissimo chihuahua al seguito.

I templi di Paestum sono uno spettacolo per gli occhi e in mezzo al verde dominano tutto il paesaggio circostante grazie alla simmetria e bellezza delle proporzioni. Questi templi sono considerati tra i più ben conservati al mondo e non vi nascondo la mia emozione quando sono riuscito ad avvicinarmi al tempio di Era per poi visitare quello di Nettuno, il mio preferito!

Cesare cane chihuahua posa davanti al tempio di nettuno

I cani possono esplorare – come ha fatto il sottoscritto- ogni angolo di questi luoghi magici, annusare e perché no, apprezzare ogni singolo dettaglio che si rende visibile.

Mentre passeggiavo per l’area, ho immaginato gli antichi greci che abitavano queste zone e mi sono sentito un vero esploratore mentre con la mia coda e con il mio infallibile fiuto scoprivo ogni angolo dell’area archeologica.

Ho incontrato anche altri cani come me felici di poter godere di questa esperienza unica.

Una scelta saggia che consentirebbe ai cani di non soffrire troppo la calura estiva sarebbe quella di programmare la vostra visita a Paestum con il cane nei mesi più freschi, in primavera o in autunno, evitando così le giornate torride che non consentirebbero di apprezzare le bellezze del sito e i meravigliosi templi risalenti al VI e al V secolo a.C.

Data l’estensione del sito, procuratevi anche delle bottigliette dell’acqua per far dissetare il cane, perché all’interno dell’area archeologica non esistono fontanelle.

Qui ci si intrattiene volentieri e a conferma del mio interesse per l’archeologia, ho sceso gli enormi gradini del tempio di Nettuno per andarmi a sedere proprio sotto uno dei tanti alberi secolari presenti nell’area, ascoltando con interesse le storie e le informazioni date dall’ App gratuita del Parco Archeologico di Paestum e di Velia, uno strumento veramente utile per chi vuole conoscere meglio le meraviglie del sito.

Benché trovassi la spiegazione molto interessante, il mio sguardo ha indugiato lungamente su una cagnolina che aveva appena terminato il giro ai due templi e che si muoveva ripetutamente avanti e indietro proprio davanti ai miei occhi. Nonostante giudicassi questo comportamento alquanto bizzarro e infantile mi sono sentito come un dio greco e ho lasciato che si avvicinasse: era una creatura veramente amabile e ci siamo rotolati per terra per un bel po’ di tempo con le rovine a fare da cornice a questo incontro inatteso.

PAESTUM TRA  ARTE, STORIA E NATURA 

Riuscire a passeggiare tra i resti di questa antica città millenaria si è rivelata un’esperienza incredibile capace di catapultarti indietro nel tempo, ho riconosciuto i vecchi tracciati cittadini che svelano quanto fosse sviluppata la civiltà greca e poi gli spazi pubblici come il Foro e la Basilica di epoca romana che conferiscono a tutta l’area un aspetto grandioso.

Un altro luogo che mi ha entusiasmato è sicuramente l’anfiteatro che ha risvegliato il mio lato più coraggioso e spavaldo in piena sintonia con l’epoca Cesariana a cui si fa risalire la costruzione dell’edificio. Nonostante l’anfiteatro non sia del tutto visibile, è stato comunque molto bello esplorare la cavea e ammirare le gratinate che ancora resistono all’usura del tempo.

Se c’è una cosa che caratterizza Paestum è la sua inesauribile ricchezza di luoghi e opere, e per quanto io sia un raffinato scopritore del passato, e quindi avvezzo al contatto con il bello, ho fatto fatica a rimanere impassibile davanti a tutta quella bellezza che ti si offre allo sguardo.

Cesare cane chihuahua tra le rovine di Paestum

Detto questo, naturalmente, non mi sono lasciato scoprire da colei che mi era accanto e con tutti i sensi in allerta ho continuato a esplorare il Parco archeologico di Paestum e Velia pronto per la prossima scoperta.

Ci sono molti angoli nei dintorni di Paestum che vale la pena di visitare: il Parco Nazionale del Cilento o il Vallo di Diano e Alburni che è una vera oasi di biodiversità dove la natura regna sovrana e dove potrete concedervi un’ulteriore passeggiata con il cane in un susseguirsi di profumi e odori.

 VISITARE LA TOMBA DEL TUFFATORE CON IL CANE

È entrata di diritto nell’immaginario collettivo come l’opera più conosciuta dell’intera collezione del Museo Nazionale di Paestum: la cosiddetta Tomba del Tuffatore, un’opera unica nel suo genere e avvolta ancora da un fitto mistero.

La tomba, risalente al V secolo a.C., è famosa per le decorazioni che si trovano al suo interno e che raffigurano un banchetto e il “tuffatore” dipinto nell’atto di lanciarsi in acqua.

particolare della tomba cosiddetta del tuffatore

Lo sconosciuto protagonista incontra da sempre il favore dei turisti che arrivano a visitare il Museo per vedere da vicino il loro “personaggio”.

Anch’io sono riuscito a visitare la tomba e a stazionare davanti a quest’opera dal significato ancora oscuro.

Infatti, il Museo Nazionale di Paestum è dog-friendly e riprende la pratica adottata anche da altre istituzioni che consentono l’accesso ai cani di piccola taglia se tenuti in braccio o nel trasportino.

Non vi nascondo che osservando il Tuffatore sono stato scosso da un brivido che ha percorso tutto il mio piccolo corpo e per un attimo sono rimasto in silenzio evitando chiacchiere inutili.

Chissà se quel tuffo ha voluto veramente rappresentare il momento del passaggio dalla vita alla morte o come sostiene qualcun altro è più semplicemente una scena di vita quotidiana e nulla più.

Quale che sia la sua vera spiegazione, noi siamo rimasti catturati da questo capolavoro dell’arte antica che non manca di suscitare emozioni intense in chi lo ammira.

Dopo aver visto la tomba del tuffatore mi sono diretto di corsa a vedere un’altra tomba, altrettanto interessante, perché ho trovato tra le tante figure affrescate un cagnolino in sella a un cavallo.

Scoperta nel 1972 dalla Guardia di Finanza – da cui prende il nome -, prima che lasciasse furtivamente l’Italia per sempre, è una stanza completamente affrescata con le pareti che rappresentano da un lato un corteo di cavalli e dall’altro un giovane che viene accolto nel mondo dei morti da un vecchio, forse un suo antenato.

A sottolineare lo status sociale del defunto sono state raffigurate non solo ricchezze di ogni genere ma anche un cagnolino, probabilmente un maltese, emblema del loro benessere e delle loro possibilità economiche.

particolare della tomba della finanza

Insomma, questo cane faceva parte dell’élite dell’epoca e insieme alla sua famiglia conduceva una vita piena e soddisfacente. Davanti a questa immagine ho pensato alle tante storie che questo cagnolino mi avrebbe potuto raccontare, a quello che ha vissuto, le sue esperienze e le avventure quotidiane.

Per un quattrozampe come me sarebbe stato impossibile lasciare il Museo senza far visita a questa tomba e posso dire che ne è valsa veramente la pena. Per la prima volta in vita mia ho visto un ritratto antico di un mio simile, fiero e adorabile allo stesso tempo, proprio come il sottoscritto che è rimasto entusiasta di questa esperienza a Paestum.

Cosa ne pensate di questa antica città? Vorreste visitarla insieme al cane?

Lasciatemi il  vostro pensiero qui  sotto nei commenti,

Cesare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post