GUIDA ALLA CERTOSA DI PADULA PER VIAGGIATORI CON CANI

Cesare, cane, davanti all'ingresso della Certosa di Padula nel Cilento.

Il vostro fedele cronista canino, oggi vi accompagnerà alla scoperta di un luogo incantato, dove il tempo sembra essersi fermato e l’aria profuma di erbe medicinali e storia.

Se vivete insieme a un amico a quattrozampe, non vi dispiacerà sapere che i cani sono i benvenuti e che quelli di piccola taglia avranno accesso anche all’interno delle sale della Certosa di Padula, un monumento alla spiritualità e all’arte nel cuore del Parco Nazionale del Cilento.

E allora, volete ancora lasciare a casa il vostro amato pelosetto o siete pronti a godere delle tantissime opportunità che un viaggio con il cane può regalarvi?

Si, è vero, sono un po’ di parte, ma se non provo a convincervi io, Cesare, chi mai potrebbe farlo?

Perciò, continuate a leggere la mia guida alla Certosa di Padula per viaggiatori con cani, che solo un critico del mio calibro può aver redatto. E sì, vi svelerò angoli nascosti e storie dimenticate che cattureranno la vostra immaginazione e, a quel punto, sarete già pronti per la vostra prossima avventura, a due e quattrozampe.

Non dimenticate di prendere appunti …

LA CERTOSA DI PADULA: UN VIAGGIO NEL TEMPO

La grandezza della Certosa di Padula si percepisce costeggiando le antiche mura che proteggono questo importante monumento il quale per secoli ha costudito i monaci benedettini dalle angherie del mondo. Qui, nel 1306, essi vollero costruire il loro monastero per trascorrervi giornate dedite alla preghiera, allo studio e alla coltivazione di erbe officinali.

Cesare cane chihuahua davanti all'ingresso della Certosa di Padula

Oggi, come allora, le grandi sale affrescate, le cappelle e i chiostri raccontano una storia per immagini che guidano il percorso del visitatore alla scoperta di segreti costuditi per lungo tempo.

Insieme ai monaci benedettini, infatti, hanno sfilato davanti al mio sguardo tutta una serie di personaggi illustri che in varie epoche hanno soggiornato in questo luogo denso di arte e storia.

Ecco, dunque, Tommaso II di Sanseverino, conte di Marsico, che finanziò e promosse la costruzione della Certosa, nobili, pellegrini e Carlo V. Per quest’ultimo, nel 1535, i monaci realizzeranno un banchetto che culminerà con una ricetta tanto famosa quanto semplice.

Vi lascio immaginare la mia reazione nel sentir parlare di cibo! Con uno scatto, mi sono lanciato in avanti e per poco non mi sono sfilato la pettorina. Che spavento si è presa Mamy, che, tentando di arginare il mio entusiasmo per poco non finiva a gambe all’aria!

Tutto quel trambusto ha inevitabilmente catturato l’attenzione di alcune persone che gironzolavano tra le sale con gli occhi sbarrati per la meraviglia. Il sottoscritto avrebbe potuto benissimo continuare a sfidare le regole di accesso alla Certosa, che mi hanno visto costretto a stare in braccio per tutta la visita, ma, come un Lord inglese, ho accettato di buon grado la situazione e ho continuato a guardare tutto e tutti dall’alto al basso, conscio del mio rango superiore. In fondo, mi chiamo Cesare, non è vero?

Ma è stato un odore speziato e fresco a trascinarci lungo i corridoi e le gallerie di questo luogo, davanti a un ambiente a dir poco incantevole.

cesare in un giardino della Certosa di Padula

LE ERBE MEDICINALI NELLA CERTOSA DI PADULA

Andare alla scoperta della Certosa di Padula insieme al vostro cane si rivelerà un’esperienza veramente interessante per almeno due motivi: la possibilità di passeggiare all’interno del bellissimo parco esterno, dove si ha la sensazione di cogliere appieno lo spirito che animò i monaci, e il ricco allestimento interattivo del complesso museale, che farà appassionare veramente tutti, cani compresi.

cesare cane chihuahua all'interno degli spazi museali della Certosa di Padula

E così mi sono lasciato condurre da una voce narrante che mi ha guidato prima nella “casa bassa, luogo di lavoro per i monaci, destinati a coloro che non avevano ricevuto ancora gli ordini religiosi ed erano preposti ai lavori manuali, e successivamente nella “casa alta”, con gli alloggi privati e le aree adibite alla meditazione e al silenzio.

Il risultato è un’area che supera i 50.000 metri quadrati e che, nel 1998, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Ai viaggiatori con cani di piccola taglia verrà concessa la chance di poter accedere al Chiostro grande, uno spazio tra i più ampi tra le Certose d’Europa, con l’ingresso alle celle, dove i monaci alternavano preghiera e lavoro, grazie a un piccolo orto dove coltivavano le piante officinali, fiori e verdure.

Il sottoscritto ha potuto vagare in questo ambiente, libero – seppur tenuto al guinzaglio – di annusare e analizzare i vari odori che percepivo nelle varie stanze.

veduta del chiostro grande della Certosa di Padula

Il mio naso umido si è mosso senza sosta, dando il meglio di sé, ansioso di conoscere tutti i segreti che si nascondevano dietro quelle cellette.

All’inizio, non ho individuato nulla di interessante, ma poi,  spinto dalla mia curiosità, ho iniziato a notare delle tracce che mi hanno portato dritto al cuore della Certosa di Padula. Mi sono avviato lungo il corridoio che porta in un’altra ala del complesso, molto grande e ricca di affreschi e sculture.

Una visione idilliaca, di pace e di serenità, dove il cinguettio degli uccelli in sottofondo sembrava preannunciare la scoperta del secolo.

Mi sono accomodato nella cella del Priore, in realtà una vera e propria dimora, con molti ambienti e un giardino pieno di fiori e piante.

Sotto una loggia affrescata con scene religiose e con una quantità di rose così belle da sembrare finte, mi sono quasi dimenticato di essere in uno spazio museale. Non sono riuscito a immaginare niente di più bello e rasserenante.

cesare cane chihuahua nel chiostro del priore della Certosa di Padula

Davanti ai miei occhi – e al mio tartufo – avevo finalmente scoperto i tesori che la natura concede a tutti per lenire i mali del corpo e dell’anima.  Si, perché i monaci della Certosa di Padula, non si dedicavano soltanto alla preghiera, ma anche allo studio delle proprietà curative delle piante medicinali. Così ho scoperto che la camomilla ha poteri calmanti,  menta proprietà rinfrescanti e digestive, mentre la genziana dà una sferzata di energia.

Ogni pianta ha un significato, una storia e un segreto da svelare.

Se siete amanti della botanica, avete una ragione in più per venire a visitare la Certosa di Padula con il cane.

LA CERTOSA DI PADULA CON IL CANE: UN’ESPERIENZA DIVERSA

Dopo aver lasciato la cella del Priore e le sue bellissime rose, mi sono diretto al Refettorio settecentesco, con i suoi sessantuno stalli in legno di noce intarsiato sui quali sedevano i monaci nei periodi di quaresima e nei giorni festivi. Sono poi arrivato alla cucina con le mattonelle gialle e verdi sulle pareti.

Una raccomandazione: tenete sempre in braccio il vostro piccolo amico peloso per non incappare in qualche rimprovero da parte dei custodi della Certosa.

Mamy e io rimaniamo sempre abbastanza stupiti di questi divieti, ma rispettiamo sempre le norme dei monumenti che visitiamo con tanta passione.

Sotto il rumore incessante della pioggia, che non ci ha mai abbandonato, ho individuato subito i forni dove, molto probabilmente, i monaci cucinarono la famosa pietanza per Carlo V.

Un alimento che tutt’oggi è ancora presente nelle cucine di tutto il mondo.

Di questa preparazione si ha notizia nel 1535, anno del soggiorno dell’Imperatore proprio alla Certosa di Padula. Per fare un figurone con il loro illustre, i monaci decisero di servirgli una frittata.

Si, avete letto bene: una frittata!

Ma non una frittata qualunque, bensì una frittatona di mille uova. E questa ricetta, semplice ma evidentemente così buona da essere apprezzata da Carlo V – tanto da chiedere ai monaci di svelargli il segreto –  fece il giro di tutta Europa, diffusa proprio dalla corte imperiale.

Ecco, anch’io in quel momento,  avrei gradito una enorme ciotola piena di cibo da mangiare con gusto così da ottenere con facilità la via del ritorno.

Infatti, nemmeno i turisti più distratti e svogliati riusciranno a visitare la Certosa in meno di due ore. Pensate che il sottoscritto è rimasto in questo luogo oltre le due ore e mezza, senza contare il parco, che un cane come me aveva tutto l’interesse di esplorare!

Cesare cane chihuahua nel chiostro della Certosa di Padula

Così, insieme a Mamy, mi sono incamminato verso la corte esterna,  con adiacente questo spazio verde perfetto per correre e far giocare noi quattrozampe.

Non ho capito esattamente la funzione del parco per voi umani, ma vi assicuro che, dopo aver passeggiato per sale affrescate e spazi al chiuso, si sente veramente il bisogno di respirare aria fresca sul muso. Finalmente, agevolato dalle condizioni metereologiche, ho potuto concludere questa esperienza alla Certosa .

Avete visto quante cose si possono imparare semplicemente visitando questo splendido luogo? Mi auguro che questa guida per viaggiatori con cani possa ispirarvi per il vostro prossimo viaggio nel Cilento e che riusciate a trovare più di una ragione per portare il vostro amico a quattrozampe insieme a voi in questa nuova avventura.

Allora, viaggiatori con cani, cosa ne pensate di questo viaggio alla Certosa di Padula?

Scrivete nei commenti le vostre impressioni.

Cesare

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