SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE CON IL CANE: COSA VEDERE NEL BORGO DELLE FIABE

Sant'Angelo di Roccalvecce con Cesare, cane

Non è un mistero che Mamy e io adoriamo andarcene in giro alla scoperta di borghi medievali poco conosciuti, ma ricchi di fascino e interesse. Oggi vi porto con me in un delizioso posto che abbiamo scoperto da poco e che ci è piaciuto veramente molto.

Sto parlando di Sant’Angelo di Roccalvecce, un paesino in provincia di Viterbo, che è perfetto se volete godervi una tranquilla passeggiata con il vostro cane, curiosando tra le caratteristiche stradine dove fanno bella mostra di sé i personaggi delle fiabe che avete amato così tanto quando eravate bambini.

Continuate a leggere e scoprirete tutto quello che si può fare e vedere in questo borgo da favola insieme al vostro cane.

 SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE: IL BORGO DELLE FIABE

In Italia ci sono molti luoghi che, purtroppo, non riusciamo a proteggere e valorizzare e che, per questo, rischiano di scomparire cadendo sotto i colpi dell’incuria e del tempo. Tutto questo stava accadendo anche a Sant’Angelo di Roccalvecce, ma un’associazione del luogo ha avuto il merito e il coraggio di cambiare il corso delle cose, e sta regalando a questo borgo una seconda vita, una favola tutta da raccontare.

C’era una volta un borgo e per fortuna esiste ancora: Sant’Angelo di Roccalvecce, incastonato nella Tuscia viterbese tra boschi incantati, aree archeologiche e piccoli villaggi che rapiscono lo sguardo di ogni visitatore o passante che ha la fortuna di trovarsi da queste parti.

Per me è stato un vero spasso poter girare tra i vicoli e le piazzette di questo borgo, con gli abitanti che orgogliosamente ti accompagnano a visitare questo luogo così speciale.

Si arriva qui per ammirare i circa 56 Murales che impreziosiscono e colorano i muri degli edifici: una vera e propria attrazione per grandi e piccoli, ma anche per noi quattrozampe, che possiamo passeggiare in tutta tranquillità e gustarci le espressioni di meraviglia stampate sui vostri volti mentre siete intenti ad ammirare le opere di street art.

Metri e metri di pareti a disposizione di una squadra tutta femminile di street artists, che hanno cambiato il volto di Sant’Angelo di Roccalvecce grazie al progetto dell’Associazione culturale ACAS. Questo progetto  ha permesso di trasformare un borgo di poche centinaia di abitanti, in un luogo dove la fantasia e l’immaginazione spiccano il volo.

Il 27 novembre 2017, fa la sua comparsa su un muro esterno di una casa, il primo murales realizzato dall’artista Tina Loiodice. La sua Alice nel paese delle Meraviglie sarà soltanto il primo di una lunga serie di murales, tutti con forme e stili diversi.

L’orologio del Bianconiglio, che segna le ore 11.27,  è lì a ricordare il momento esatto in cui si mise mano all’opera.

Da allora, la promozione di questa street art non conosce sosta. In paese accanto alle artiste italiane, si affiancheranno street artists  internazionali per illustrare le tante favole che fanno parte della cultura di altri paesi.

Ma il potere attrattivo di questo borgo non finisce qui. Grazie a quello che è stato ribattezzato il “Sentiero dei Castelli e delle fiabe”, si può raggiungere il paese fantasma di Celleno, un piccolo gioiello incastonato tra le rocce o Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, come la definì lo scrittore Bonaventura Tecchi.

Insomma, tante cose da fare e vedere

COSA FARE A SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE CON IL CANE

Vi devo rivelare che, all’inizio di questa giornata, mi ero un po’ spaventato. Non conoscevo il significato di Murales, e quando Mamy mi parlò di questa visita, mi ero immaginato le cose più incredibili. Ora, però, posso dire con certezza che la street art mi ha conquistato.Preparatevi quindi a passare tutto il tempo con gli occhi all’insù, alla scoperta della vostra favola preferita.

Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio che si trova proprio all’ingresso del borgo e dopo essermi guardato un po’ intorno, ho iniziato a muovermi cercando di cogliere tutti i profumi che provenivano dall’osteria alle mie spalle. L’odore era così invitante, ma ho tirato dritto lungo la strada di fronte a me.

L’itinerario che vi propongo è soltanto uno dei tanti possibili, perché visitare Sant’Angelo di Roccalvecce con il vostro cane, è un’esperienza da vivere semplicemente passeggiando fianco a fianco, senza una meta precisa ma affidandosi al caso o al fiuto del vostro cane. Io sono bravissimo a fare da guida a Mamy e la sorprendo sempre per la mia capacità di scovare angoli suggestivi e antichi palazzi.

murales pinocchioUno dei primi Murales che ho incontrato arrivato al borgo è stato Pinocchio e il volo di Civita, dove su una parete di un intero edificio è stata dipinta la favola di Collodi, ma con un omaggio alla città di Civita di Bagnoregio, “la città che muore”. L’opera, infatti, è stata finanziata dal Comune di Bagnoregio, e vuole essere un invito a osservare meglio la realtà che ci circonda, e a preservare meglio il nostro patrimonio artistico.

Ho capito che la street art può aiutare le persone a raccontare una storia o, come in questo caso, a dare risalto alla condizione precaria in cui versa la città di Civita. Tanti e diversi modi con un unico intento: veicolare attraverso i colori, un pensiero importante.

Compreso il significato di questa espressione artistica, ho continuato a camminare per i vicoli e mi sono reso conto di quanto sia colorato questo borgo. C’è il rosso che colora le finestre, le pennellate di blu sulle scale che contengono frasi d’autore, le cassette delle lettere dipinte che aspettano la nuova novella, tutto è stato pensato per farti entrare nel paese delle fiabe e per desiderare di rimanerci per sempre.

Durante il mio percorso, sono riuscito a fare amicizia con alcuni abitanti del luogo, che si sono dimostrati molto simpatici e per nulla infastiditi dalla mia presenza. Mi hanno riempito di complimenti e ci hanno dato dei preziosi consigli per continuare la nostra visita a Sant’Angelo di Roccalvecce.

Infatti, ci sono moltissime cose da fare qui. Ad esempio, potrete cercare di riconoscere nei volti dei personaggi dei Murales quelli degli abitanti del borgo, che sono diventati modelli per un giorno nelle sapienti mani delle street artists.

Allora, può succedere di far volare la fantasia. Mi sono visto raffigurato qui, a Sant’Angelo, protagonista di una favola antica, armato di baffi e coda che combatte contro il nemico in nome e per tutti gli animali che soffrono.

Un cane fiero e coraggioso, con Mamy orgogliosa di me.

Tra vari combattimenti all’ultimo biscotto che ancora immaginavo, ci siamo trovati in un lampo davanti ad alcuni murales con le favole dei fratelli Grimm, la Bella Addormentata nel bosco, Hansel e Gretel e la favola dei Tre porcellini.

raffigura la fanciulla protagonista della favola la bella addormentata nel bosco

Vi confesso che, davanti alla casetta di marzapane ho pensato al mio stomaco perché, anche se mi diverto molto a visitare i borghi, tutto quel movimento mi aveva fatto venir fame. Ma l’ora del pranzo non era ancora arrivata, e ho continuato questo percorso fiabesco, grazie anche alla splendida giornata primaverile, che mi ha consentito di godermi la visita senza problemi.

Seguendo ancora con le varie favole dipinte sui muri, ho potuto vedere l’Albero delle matite e giocare con Mamy a riconoscere tutti gli animali del Libro della giungla.

murales cappuccetto rossoMa l’opera che mi ha lasciato senza fiato è stata Cappuccetto Rosso, con un’inedita rappresentazione della fiaba che mi ha portato immediatamente a voltarmi verso Mamy per osservarne la sua reazione. L’ho vista assorta ed emozionata alla vista di quel lupo così mansueto, stretto tra le braccia della bambina che, per nulla spaventata, con aria di sfida e rimprovero ci guarda dall’alto del muro.

È una pittura intensa che non lascia indifferenti. In questa rappresentazione,  il lupo, – che soltanto per il nome si può accostare al Lupus, la malattia di cui soffre Mamy -, non è l’animale feroce di cui tutti hanno paura, ma un essere vivente da proteggere.

Una favola con un finale diverso e dal messaggio potentissimo.

DOVE MANGIARE A SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE CON IL CANE 

La pausa pranzo, ricca di prodotti locali, può essere gustata vicino alla piazza principale, dove spicca in tutta la sua bellezza il primo Murales di cui vi avevo accennato all’inizio della nostra visita : Alice nel Paese delle Meraviglie.

murales alice nel paese delle meraviglieNon potevo assolutamente non fermarmi per scattare una foto al Bianconiglio, che un po’ mi somiglia, con quel suo muso simpatico e gli occhi vispi, per non parlare ovviamente del manto candido.

Poco dopo ero già proiettato verso il negozietto di alimentari, e ho trascinato Mamy in quella direzione. Dopotutto, anche la pancia vuole la sua parte.

Non di solo pane vive l’uomo, ma il cane sì!

Come vi dicevo, ci sono due possibilità se decidete di mangiare a Sant’Angelo di Roccalvecce: un bar/alimentari con il proprietario molto disponibile che cercherà di accontentare le vostre richieste, oppure spingersi all’entrata del borgo dove troverete l’unico ristorante disponibile.

Se vi ricordate, la mia scelta la feci già all’inizio di questa visita: gli odori che emanava la cucina del ristorante sono rimasti sotto i miei baffi per tutto l’itinerario, e ho aspettato con ansia il momento in cui mi sarei seduto a banchettare.

Quando Mamy mi porta al ristorante, di solito mi siedo accanto a lei.  Mi  piace stare seduto e vedere cosa c’è di buono nei piatti.

Io, purtroppo,  sono stato messo a dieta, e mi sono toccati degli insipidi croccantini light, ma sono riuscito comunque a impietosire la mia dolce compagna di viaggio e le ho carpito nell’ordine: un pezzetto di pane senza sale, un pezzo di patata lessa e un fagiolino.

Se invece vi state chiedendo cosa possono mangiare gli umani, vi rispondo che potrete trovare diversi piatti con prodotti freschi di stagione, provenienti dal territorio della Tuscia, da assaporare con un buon vino.

Allora, vi è venuta fame?

La nostra giornata a Sant’Angelo di Roccalvecce è continuata tra le sculture dell’artista Francesco Persi, con il suo famoso Brontolo, a cui tutti i turisti strofinano il naso perché si dice porti fortuna.

Dopo questo rito, ho salutato questo borgo, dove sono stato veramente bene e imparato molte cose sulla street art.

E voi? Siete mai stati con il vostro cane a Sant’Angelo?

Qual è la vostra fiaba preferita?

Raccontatemi tutto nei commenti qui sotto.

Cesare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post