Cosa vedere a Perugia in 24 ore. Consigli pratici e luoghi da visitare con il cane.

La primavera è la stagione perfetta per visitare le città insieme al vostro cane, la temperatura mite e le giornate che si allungano, sono il giusto mix per godersi tutto quello che hanno da offrire senza rischiare di bruciare i polpastrelli o peggio un’insolazione in piena estate.

Qualche tempo fa sono stato a Perugia per l’inaugurazione della mostra “il meglio mastro d’Italia. Perugino e il suo tempo”, e anche se ormai non è più visitabile, vi voglio comunque raccontare la mia esperienza, vi svelerò tutti i segreti di questa città, le cose da fare e vedere in meno di 24 ore a Perugia.

Vi anticipo che mi sono divertito tantissimo.

Sommario:

  • come arrivare a Perugia
  • cosa vedere a Perugia in 24 ore con il vostro cane
  • dove mangiare a Perugia con il vostro cane

Come arrivare a Perugia 

Per raggiungere le varie città dell’Umbria possiamo utilizzare la E 45 che collega agevolmente i vari capoluoghi di Regione, tra cui ovviamente Perugia.

A me piace molto viaggiare in macchina, e sin da subito ho dimostrato a Mamy di essere un perfetto co-pilota e un grande amante delle soste in autogrill, praticamente il perfetto testimonial di qualche campagna pubblicitaria tanto amo lasciarmi trasportare dalle quattroruote.

Quindi, se decidete di arrivare a Perugia utilizzando la macchina, vi consiglio di lasciarla – come abbiamo fatto noi – al parcheggio gratuito di Pian di Massimo e prendere il minimetrò, la metropolitana sopraelevata che vi porta direttamente in città ad appena pochi passi dal centro.

cesare perugia La curiosità e il mio spirito avventuriero mi ha permesso di affrontare questa nuova esperienza in tutta tranquillità, e anzi, mi sono goduto lo spettacolo grazie alle ampie vetrate che permettono di vedere la città dall’alto, e volendo di scattare numerose foto.

Ero così entusiasta che ho finito per contagiare tutti i passeggeri che erano presenti con me su questo particolare mezzo di trasporto.

L’unica nota negativa, il tragitto è troppo breve!

Cosa vedere a Perugia in 24 ore con il tuo cane 

Una volta arrivati nel centro storico, la figura di Pietro Vannini detto il Perugino, vi accompagnerà per tutto il vostro soggiorno, complice come vi avevo accennato, la mostra organizzata a Palazzo dei Priori per i 500 anni dalla morte del celebre pittore.

Mamy ed io però abbiamo deciso di andarcene prima a zonzo per le stradine della città medievale, tra fortificazioni, cinte murarie e chiese rinascimentali.

Perugia ha una caratteristica che l’accomuna a molte città umbre, è un susseguirsi di salite e discese, dove è bello perdersi attratti da un dettaglio o un odore.

cesare sara perugiaCosì ho raggiunto piazza IV Novembre con attorno i suoi maggiori edifici, la fontana maggiore, la chiesa di San Lorenzo e il Palazzo dei Priori, sede della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Io come al solito ho messo il naso un po’ ovunque perlustrando tutta la zona, e ho trovato la piazza veramente molto bella, piena di curiosi e turisti, che però erano molto educati e rispettosi del luogo.

Ho alzato lo sguardo per ammirare i palazzi e ci siamo fermati a vedere le vetrine delle botteghe storiche in Corso Vannucci con i prodotti di artigianato locale e quelli gastronomici, che sono risultati alla mia vista molto più interessanti e invitanti.

Non potevamo lasciare questa zona senza aver fatto una sosta al famoso Caffè pasticceria Sandri, una vera e propria istituzione del luogo.

Mamy è una vera amante del caffè e sorseggiarlo all’interno del locale si è rilevata un’esperienza capace di catapultarti indietro nel tempo, al 1860, al periodo della Belle Epoque.

Ci sono gli affreschi e il lampadario di cristallo che sembrano ti diano il benvenuto e tante prelibatezze pronte per essere assaggiate. Così, mentre Mamy lasciava questo luogo con in mano il famoso bignè alla Pompadour, io ne ho approfittato per fare uno sgarro alla dieta e ho mangiato qualche biscotto alle verdure pronto per la prossima tappa.

Il Collegio del Cambio. Cosa vedere a Perugia in 24 ore 

cesare sara perugiaRimanendo sempre su Corso Vannucci sono arrivato davanti a quella che è stata definita la “più bella banca del mondo”, il Collegio del Cambio, sede dei cambiavalute perugini che avevano scelto questo lato del Palazzo dei Priori come sede della loro Corporazione.

Sotto lo sguardo attento del grifo, simbolo dell’istituzione, con mia grande soddisfazione, ho potuto superare la biglietteria insieme a Mamy, perché al Collegio, i cani di piccola taglia possono entrare se portati in braccio o nella borsa.

Un luogo che mi piaciuto ancora di più, perché amico dei quattrozampe in taglia mignon.

Senza perdere tempo, mi sono avviato verso la sala dell’Udienza, un vero gioiello dell’arte rinascimentale, dipinto dal Perugino tra il 1498 e il 1500.

La sala era il luogo in cui i membri della corporazione si riunivano per trattare i loro affari.

Appena entrato, mi hanno colpito immediatamente i banconi lignei intarsiati ad opera di Domenico del Tasso e la statua della Giustizia in terracotta del 1492, attribuita a Benedetto da Maiano.

Le pareti e il soffitto della stanza sono completamente affrescate, facendoti vivere una vera e propria esperienza immersiva nell’arte. Io con il muso all’insù ho provato a non perdermi tra tanto sfarzo e bellezza, anche se non è stato per nulla facile.

Qui, il Perugino raggiunse il punto più alto della sua produzione artistica. I gialli, i blu e i verdi usati dal maestro risultano così vivaci e brillanti da illuminare tutta la sala.

E, vicino ad un pilastro, c’è il suo autoritratto affrescato, lo stesso che avevo visto fuori nelle varie locandine sparse per la città. Un uomo dalla corporatura importante, con le guance piene e gli occhi piccoli ma molto intensi.

Io, che ormai posso ritenermi un vero esperto di arte, ho apprezzato comunque la possibilità di visitare questo luogo insieme alla mia guida personale che mi ha spiegato il complesso programma iconografico che si cela dietro alle tante figure dipinte.

In alto, sulla volta sono raffigurate le allegorie dei pianeti, nella parete di fondo troviamo la Trasfigurazione e la Natività, nella parete di nord abbiamo le immagini dei dodici personaggi illustri dell’antichità, infine nella lunetta della parete meridionale, troviamo le quattro virtù cardinali.

Vi invito a osservare la figura di Catone Uticense, perché sarà proprio lui ad accompagnarvi lungo la lettura del ciclo pittorico e a svelarvi il messaggio nascosto consegnatoci da Perugino.

Un messaggio che i cambiavalute vollero dipinto proprio sulle pareti della sala; quello di seguire sempre verità, equità e buone consuetudini.

Pochi anni dopo l’esecuzione del ciclo di affreschi al Collegio del Cambio, un agente di Ludovico il Moro parlerà del Perugino come di un artista famoso per “l’aria angelica et dolce delle sue figure” aggiungendo inoltre “maxime in muro”.

Il meglio mastro d’Italia: Perugino e il suo tempo. Cosa vedere a Perugia in 24 ore

Dopo questa scorpacciata di arte avevo bisogno di una sosta e, approfittando del fatto che i cani comprensibilmente non sono ammessi alla mostra, mi sono riposato prendendo il sole sui gradini di San Lorenzo insieme al Papy che, per l’occasione ci ha accompagnato in questa visita a Perugia.

Mi è piaciuto molto osservare le persone che attraversavano la grande piazza, e ho potuto scambiare qualche annusata con altri cani che come me facevano i turisti a quattrozampe.

Quando ho rivisto Mamy sono scoppiato di gioia, ero così felice di rivederla che ho scodinzolato come mai. Per me è sempre difficile separarmi da lei, in passato ho avuto tante esperienze brutte che mi hanno segnato e non mi fanno vivere bene questi brevi momenti di distacco, ma ci sto lavorando e spero di superare questa condizione.

Ma tanto Mamy dove va senza di me?

Mentre cercavamo un bel posto dove mangiare, sono stato allietato da ciò che mi ha raccontato sulla mostra e ho capito che era assolutamente da vedere.

Un racconto per immagini della vita del Perugino con oltre 70 opere che “restituisce all’artista il ruolo che il pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato”.

La mostra ripercorre le tappe fondamentali della produzione artistica del pittore, dagli esordi con piccole collaborazioni, alle committenze sempre più numerose e di livello che indicano la volontà dei personaggi influenti di possedere le sue opere.

Sono gli anni della richiesta di Isabella d’Este, marchesa di Mantova, di un dipinto per il suo Studiolo in Palazzo Ducale, o del Compianto del Cristo morto per le monache di Santa Chiara a Firenze, oggi a Palazzo Pitti. Mentre a Roma, sulle pareti della Cappella Sistina, lascerà il suo capolavoro indiscusso, la consegna delle chiavi a San Pietro.

La mostra si conclude con il quadro forse più famoso del Perugino, Lo Sposalizio della Vergine, eseguito nel 1504 su commissione della Confraternita di San Giuseppe, per la cappella nel Duomo di Perugia ed oggi al Musè è des Beaux-Art di Caen. Il quadro è tornato in Italia dopo un circa 200 anni di assenza, motivo in più per considerarla una gran bella mostra.

24 ore a Perugia con il tuo cane. Dove mangiare

Perugia ha veramente molto da offrire al turista curioso e quindi abbiamo preferito rimandare alla prossima volta l’assaggio delle specialità locali in uno dei numerosi ristoranti e trattorie sparsi qua e là per la città.

Con i miei quattro chili e mezzo di ciccia ho consigliato a Mamy un localino molto caratteristico dove fermarsi per prendere le famose schiacciate e i panini ripieni con i prodotti della zona.

Il nostro bar si trovava in pieno centro, ed è possibile consumare all’esterno grazie a dei tavolini che ti permettono di goderti pienamente la giornata primaverile.

I proprietari sono stati molto gentili con me e mi hanno persino portato una ciotola di acqua fresca.

Quindi è super consigliato per noi quattrozampe.

Ahimè non sono riuscito ad assaggiare nulla di quello che aveva preso Mamy  ma dalla sua espressione ho pensato che fosse tutto di suo gradimento.

Terminata la pausa pranzo, abbiamo deciso di dirigerci al Museo del Pozzo Etrusco, che si trova nei sotterranei di Palazzo Sorbello, un vero e proprio gioiello di architettura idraulica etrusca.

Sono entrato in quella che in passato era una delle tante torri gentilizie che vennero costruite in città e insieme a Mamy ho visto un filmato dove si racconta brevemente la storia del pozzo.

Il personale del Museo è stato molto cortese con me, infatti, il Museo è totalmente dog friendly e   anche il pozzo è accessibile ai quattrozampe.

È stata un’esperienza incredibile, non capita tutti i giorni di poter ammirare un tale capolavoro, almeno io non avevo mai visto nulla del genere prima.

Forse potrebbe risultare difficoltoso per qualche cane un po’ più vivace, ma affidatevi sempre all’esperienza e ai consigli degli addetti al Museo che sapranno consigliarvi per il meglio.

cesare sara perugiaPrima di salutare questa splendida città, ho fatto un giro lungo quello che rimane della cinta muraria etrusca e mi sono fermato all’Arco di Augusto, dove nelle vicinanze c’è una piccola area verde perfetta per me.

Cos’altro dire di questa città che mi ha entusiasmato con i suoi monumenti e suoi abitanti così simpatici?

È una città a misura di cane.

Perfetta direi.

Bye bye Perugia alla prossima occasione.

Avete mai portato il vostro cane a Perugia e come è stato accolto?

Scrivetemi le vostre impressioni qui sotto nei commenti.

Cesare

 

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